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Ikat per arredare, ikat per vestire: storia della stoffa


Da molte parti si parla di progettazione e produzione di tessuti a stampati e ricamati Ikat, una tecnica di colorazione delle stoffe originariamente malese e ora sparsa in tutto il mondo. Si trova nei tessuti tradizionali che vanno dal Sudest asiatico al Sudamerica e il Medio Oriente.

Questo tipo di modello e di stoffa si presta ora per la decorazione di interni per creare una sorta di atmosfera bohémien. Ma che cos’è e da dove proviene?

"Ikat" deriva dalla parola malese mengikat o "legare", perché i fili sciolti sono legati in fasci con erbe o ne trattato con la cera per specificare dove il colorante è in grado di agire e la trama dove il colore deve attecchire. Ciò significa che il tessitore deve capire dove il ​​colorante dovrebbe (e non dovrebbe) andare, su quali fili sciolti, affinché si possa formare il modello giusto quando viene tessuto sul telaio. Tutto diventa più complicato quando si aggiungono più colori. Alcuni ikat sono fatti tingendo i fili dell’ordito (i fili fissi che sono attaccati al telaio), alcuni tingendo i fili della trama (i fili che vengono effettivamente tessuti dentro e fuori i fili di ordito). In alcuni ikat sono tinti sia l’ordito sia la trama, una tecnica nota come ikat doppio.

Nonostante questa complessità, la tecnica sembra essersi sviluppata in maniera indipendente in molte culture e continenti diversi dal momento che almeno i secoli bui, apparendo in posti come il Perù e Guatemala nel X secolo, lo Yemen, il Giappone, l’Indonesia, l’India e l’Uzbekistan.

L’aspetto "nebuloso" di molti ikat (la tecnica è conosciuta come "abra", o "nube" in Asia centrale) proviene anche dai coloranti che scolorano leggermente nelle aree di resistenza. All’interno delle culture che li hanno prodotti, gli ikat erano tipicamente degli status symbol a causa del tempo e dell’abilità per produrli. Qualche ikat invece enfatizza così tanto la precisione che è difficile dire se si tratta di una tecnica fatta a mano oppure fatta con blocchi di stampa.

Le culture occidentali hanno abbracciato gli ikat per secoli. La tecnica e i tessuti sono venuti per la prima volta in Europa attraverso gli operatori commerciali olandesi nel Sudest asiatico, gli esploratori spagnoli in Sudamerica e i viaggiatori lungo la Via della Seta, dove i centri di ikat uzbeki di Samarcanda e Bukhara erano fermate importanti.

Nel XVIII secolo in Francia i produttori di seta in cerca di un look esotico hanno creato un ikat conosciuto come taffetà chiné à la branche. L’ikat continua a ispirare i designer occidentali di interni e di moda, forse perché è allo stesso tempo indigeno e internazionale, un simbolo veramente adatto alla nostra epoca globale.

Immagine in evidenza: camera da letto progettata da Steven Gambrel con il rivestimento murale fatto da ikat uzbeco vintage. Foto di William Waldron per Elle Decor.

Vestito da uomo fatto di ikat multicolore, c. 1910, da Samarcanda, in Uzbekistan, dal Victoria & Albert Museum di Londra.

Una tappezzeria Ikat verde "Isola di Bali" ricopre un sofa, via Habitually Chic.

Un frammento di ikat del X secolo, forse dallo Yemen, con scritte. Dal Metropolitan Museum of Art, New York.

Un kasuri giapponese, un ikat doppio colorato con l’indaco del periodo Meiji (inizi XX secolo).

Sarong o scialle con ikat contemporaneo da Bali, Indonesia, da Marla Mallet.

 

Sari in doppio ikat di seta fatto in  Gujarat, in India occidentale, della fine del XIX secolo o inizi del XX. Questo tipo di doppio ikat è esclusivo del Gujarat ed è stato un prodotto di esportazione molto prezioso per secoli. Per produrlo richiede un’enorme abilità e molto tempo. Dal Victoria & Albert Museum di Londra.

Un vestito francese del XVII secolo fatto di taffetà in seta chiné à la branche. Le cineserie e gli esotismi andavano molto di moda. Madame de Pompadour, l’amante di Luigi XV, amava così tanto questo tipo di stoffa che talvolta viene chiamata taffetà Pompadour. Immagini del catalogo della mostra del Metropolitan Museum Dangerous Liaisons: Fashion and Furniture in the Eighteenth Century del 2004. Una vera orgia di buon gusto con mobili, stoffe e ikat a volontà.

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2 Commenti

  1. Mobili da giardino con un gusto etnico | Arredare casa scrive:

    [...] per esempio dei cuscini grandi, dei tappeti o dei kilim, delle stampe o delle stoffe ikat, di cui ho già parlato, delle ceramiche di artiginato o dei dettagli berberi. Vedete nell'immagine una scelta di stoffe [...]

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